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| Periodico
AGRICOLTURA E' VITA |
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S o m m a r i o - |
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Numero 15 - 3 settembre 2005 |
| SUPERARE
L’INDEBITAMENTO DELLE AZIENDE AGRICOLE LUCANE E FAVORIRE LA
RIPRESA |
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“La
crisi di mercato, la riduzione di reddito degli agricoltori e
l’indebitamento di numerose aziende agricole sono i tre
aspetti di un’unica questione che richiede, innanzitutto,
come sollecitato in occasione della ripresa della concertazione
al Tavolo Verde, la rapida attuazione del provvedimento regionale
sul “Fondo di garanzia regionale” per il consolidamento
delle passività e per la ristrutturazione finanziaria delle
piccole e medie imprese agricole operanti in Basilicata”.
E’ quanto sostiene il presidente regionale della Cia-Confederazione
Italiana Agricoltori della Basilicata, Donato Distefano, evidenziando
che “i prezzi sui campi sono sempre più in picchiata
libera e si hanno anche riduzioni (pesche, pomodori, angurie,
meloni) di circa il 25 per cento rispetto ad un anno fa”.
“Nell’ultimo mese il crollo delle quotazioni –
riferisce Distefano - è stato in media del 20 per cento,
mentre i costi produttivi, in particolare quello relativo ai carburanti,
e previdenziali, che gli agricoltori sono costretti a fronteggiare,
registrano un rialzo preoccupante”. “Per liberare
le aziende agricole dal peso dei debiti pregressi, specie quelli
di natura previdenziale che stanno producendo in alcune aree l’invio
di cartelle esattoriali e l’avvio di un contenzioso –
sostiene il presidente della Cia – è necessario mettere
in campo un’operazione di vera e propria ingegneria finanziaria”.
“La grande novità è rappresentata dal’introduzione
del cosiddetto “premio unico comunitario” che sino
al 2013 – spiega Distefano – rappresenta una certezza
di risorse finanziarie su cui contare; in media per le nostre
aziende miste (zootecniche-agricole) si tratta di un fondo tra
i 5 e i 15 mila euro l’anno per nove anni (la variazione
dipende dalla superficie coltivata e dalle colture) che devono
essere rimessi in circuito non solo per consentire il superamento
a medio termine dell’indebitamento ma a breve termine della
ripresa produttiva. Inoltre, la Cia sollecita le Camere di Commercio
e i Consorzi Fidi ad intervenire nei confronti del sistema bancario
lucano, che di fatto discrimina i produttori agricoli, perché
siano “corretti” i tassi di interesse praticati specie
nei confroni dei titolari di aziende che attuano progetti colturali
diversificati e programmi di sperimentazione”. “Il
campanello d’allarme è ormai suonato da tempo. Purtroppo
– conclude Distefano- non si è compreso la gravità
dei segnali. E oggi ci troviamo nella completa emergenza che impone
da subito una manovra correttiva e misure indirizzate al rilancio
della competitività del sistema imprenditoriale e alla
ripresa dello sviluppo, come indicato da tutte le associazioni
di impresa e non solo del comparto agricolo”
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