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Periodico AGRICOLTURA E' VITA
- S o m m a r i o -  
Numero 15 - 3 settembre 2005
SI CONFERMA IN BASILICATA
UNA VENDEMMIA DI GRANDE QUALITA’
   
“Un’ estate con giornate moderatamente calde alternate a notti fresche, con escursioni termiche favorevoli alla formazione di zuccheri e acidi indispensabili per una vinificazione che produca vini di ottima qualità”: queste per la Cia-Confederazione Italiana Agricoltori della Basilicata le premesse che ci portano alla vendemmia 2005. “Sarà, quindi, per i vini lucani – è il commento di Paolo Carbone, vice presidente regionale vicario della Cia lucana - un’ottima annata, con vere punte di eccellenza per i vini doc (Aglianico, Matera, e Terre dell’Alta Val d’Agri). Con un perfetto equilibrio con la qualità sarà anche la quantità, ad eccezione delle aree dove si sono abbattute nei giorni scorsi le violente grandinate, come sul territorio di Matera e salvo avvenimenti climatici eccezionali dell’ultima ora, saranno mantenute le quantità dello scorso anno”. “A queste previsioni positive in termini qualitativi e quantitativi della prossima vendemmia - sottolinea Carbone - si contrappone una situazione di mercato difficile per le aziende agricole e per le quantità di prodotto degli anni scorsi ancora presenti in molte cantine. Il prezzo delle uve sta subendo una sensibile riduzione rispetto ai livelli 2002/2003 e i quantitativi di prodotto invenduto possono determinare difficoltà di ritiro e trasformazione della nuova produzione”. “Per questi motivi la Cia – riferisce Carbone - da tempo, ha sollecitato il Ministero delle “Politiche agricole e forestali” a chiedere e realizzare le misure previste a livello comunitario finalizzate a ritirare dal mercato una parte di produzione avviandola alla distillazione, alla Regione Basilicata di ottimizzare le risorse e le strategie di promozione e valorizzazione delle produzioni di qualità e di eccellenza che pure vi sono nella nostra regione”. “Intanto, notizie in “chiaro-scuro” sul fronte dei consumi: nell’ultimo decennio gli acquisti di vini Doc-Docg hanno fatto registrare una continua crescita. A fronte di un costante incremento di vendita delle etichette di qualità, emerge, di contro, una riduzione dei consumi di vini da tavola, tendenza, questa, che ha determinato un calo dei consumi di vini nel complesso, scesi a quota 29,3 milioni di ettolitri nella campagna 2002/2003. Dieci anni fa, lo stesso dato indicava 35,1 milioni di ettolitri. Ad oggi, il segmento dei Doc-Docg ha raggiunto una quota pari a un terzo degli acquisti di vino nel complesso (all’inizio degli anni ‘90 l’incidenza era del 15%), mentre per il prodotto da tavola la percentuale è passata, nello stesso periodo, dall’85 al 67 per cento. Da un’analisi Ismea sulla ripartizione degli impieghi emerge, inoltre, che il 36% della produzione totale è destinato ai consumi interni e il 17% alle esportazioni. Una quota del 3% va alla distillazione, il 2% alla produzione di aceto e vermouth e il 42% in stock di riporto per la campagna successiva”.

 
 
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