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Periodico AGRICOLTURA E' VITA
- S o m m a r i o -  
Numero 14 - 30 luglio 2005
CCIAA POTENZA, PUNTARE DI PIU' SUI COFIDI PER MIGLIORARE L'ACCESSO AL CREDITO
   
“Prospettive dei Confidi sul territorio lucano”. Questo il titolo del tavolo tecnico convocato questa mattina dalla Camera di Commercio di Potenza con i rappresentanti delle associazioni di categoria e dei Confidi lucani. Antonio Iavarone, esperto in materia, ha cercato di far luce sul momento attuale dei consorzi di garanzia, ma ha anche suggerito concrete ipotesi di lavoro per fare degli organismi di garanzia, ad oggi poco utilizzati, un agile ed efficace strumento al servizio delle Pmi. “La tematica dell’accesso al credito è sempre di grande attualità, soprattutto alla luce della legge di riforma dei Consorzi Fidi e dell’impatto di Basilea II – ha sottolineato aprendo i lavori il presidente della Camera di Commercio di Potenza, Pasquale Lamorte. L’Ente che presiedo, quando ci si rese conto che l’auspicato Consorzio di garanzia di secondo livello sarebbe rimasto un sogno nel cassetto, si è posto il problema di come intervenire, arrivando ad investire ragguardevoli cifre sul Fondo Unico della Finanza Innovativa, al servizio delle Pmi. Ci rendiamo conto, però, che ciò non basta, e che occorre percorrere simultaneamente altre strade, prima di tutto rafforzando strumenti esistenti e poi pensando anche alla creazione di nuovi, guardando anche a ciò che avviene fuori dai nostri confini. Restare fermi sarebbe l’unico vero delitto, in questo momento”. Una sollecitazione raccolta da Iavarone, che guardando ad ampio raggio a ciò che sta avvenendo a livello italiano, soprattutto nel Nord Est, ha lanciato una serie di segnali tesi a focalizzare l’attenzione su come, se opportunamente utilizzate, le risorse dei Consorzi di Garanzia Fidi possono essere utilizzate “per limare una certa diffidenza persistente nel rapporto tra banche e imprese. La chiave di volta – ha aggiunto l’esperto – potrebbe essere rappresentata dalla crescita dimensionale degli organismi, anche attraverso alleanze temporanee, dalla creazione di valore aggiunto grazie a prodotti specifici e dall’erogazione di servizi ad hoc per le necessità delle Pmi”. La massa critica e l’innovatività, in sostanza, potrebbero tradursi in armi vincenti nei confronti degli istituti di credito da un lato e gli imprenditori dall’altro, a condizione che i Confidi diventino punti di riferimento reali per istituzioni e imprese.
 
 
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