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| Periodico
AGRICOLTURA E' VITA |
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S o m m a r i o - |
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Numero 11 - 9 luglio 2005 |
| CIA:
IN BASILICATA SI BEVE MENO LATTE MA DI QUALITA' |
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“In
Basilicata si beve meno latte ma di qualità e lo yogurt,
dopo una flessione registrata nel 2001, mostra una lieve ripresa,
anche se i consumi, come per tutti gli altri prodotti lattiero-caseari,
restano in calo, specie per i formaggi “pregiati”
e di importazione”. A rilevarlo è la Cia-Confederazione
italiana agricoltori che, sulla base dei dati mutuati da Ismea-AcNielsen,
mette in evidenza che gli acquisti domestici di latte sono diminuiti
negli ultimi cinque anni del 2,6 per cento e quelli di yogurt
dell’1 per cento. “Dall’indagine – commenta
Luciano Sileo, dell’Ufficio di Presidenza della Cia e responsabile
dell’Associazione di categoria Pro-Latte – emerge,
comunque, che anche i consumatori lucani, secondo la tendenza
nazionale, sono sempre più orientati alla qualità.
Sta di fatto che il latte fresco comune è sceso del 3,6
per cento e quello Uht del 2 per cento, mentre il latte fresco
di alta qualità ha fatto registrare un aumento, sempre
nel periodo 2000-2004, dell’1,4 per cento”. “Si
tratta di dati che – afferma Sileo – dovrebbero far
riflettere sulla “anomala” situazione della nostra
regione che continua a registrare la chiusura, da anni, delle
più importanti Centrali del latte e la scomparsa di prestigiosi
marchi tradizionali lucani, con l’importazione del prodotto
fresco da Centrali ed aziende extraregionali”. I principali
acquirenti di latte fresco, segnala la Cia, sono gli abitanti
del Sud che nel 2004 ne hanno comperato circa 257 mila, praticamente
il 29 per cento del totale.
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