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solo pensare al presente dell'agricoltura (i danni gravissimi
provocati nel Metapontino dall'evento calamitoso eccezionale
del 24 maggio scorso), ma anche al futuro che è rappresentato
dai problemi del mercato euromediterraneo". Lo ha sostenuto
il presidente della Cia di Basilicata, Donato Distefano, nella
relazione tenuta al convegno di Policoro sulle produzioni
mediterranee. Un convegno che rappresenta il primo di quattro
appuntamenti programmati in preparazione della Conferenza
Cia Eiuromediterranea di Bari sui processi di integrazione
e cooperazione nel bacino del Mediterraneo. I temi relativi
al Bacino del Mediterraneo, alla sua area di libero scambio,
alle sue tipiche produzioni agricole, ai rapporti tra i vari
paesi sono stati sempre al centro dell’attenzione della
Cia-Confederazione italiana agricoltori. E’ stato un
impegno fatto di iniziative e di proposte. Distefano ha sottolineato
che "con l’ Unione europea allargata, di fatto,
il peso dei Paesi mediterranei e delle loro produzioni si
assottiglierà, in quanto il baricentro si sposta, sia
sul piano geografico, che delle produzioni, verso Nord”.
“La riforma della Pac, - ha aggiunto - con l'introduzione
di norme condizionali al regime di sostegno, introduce nuove
tutele e nuove forme protezionistiche che sono legate alla
salvaguardia della qualità delle produzioni, del benessere
al rispetto dell'ambiente e dei diritti umani”. “Le
prospettive che si aprono - ha detto Distefano - attengono
la capacità di preservare e salvaguardare le produzioni
agricole europee e mediterraneee solo se, in un quadro di
liberalizzazioni, saremo in grado di associare liberalizzazione
degli scambi a strumenti di rispetto degli standard di qualità
e sicurezza attraverso regole condivise fra le diverse agricolture
mondiali”. “Una grande opportunità –
a pare di Distefano - per il Mezzogiorno e la Basilicata,
quale cantiere che guarda da Nord e Sud e da Ovest ad Est,
e diventa baricentro dei futuri assetti produttivi e di mercato
sia sul piano commerciale che logistico”. “In
sintesi - ha concluso - sono queste le macro riflessioni che
stanno davanti a noi. Abbiamo il tempo per aprire, come intende
fare la Cia, un grande cantiere di idee e di relazioni con
tutti gli attori in campo".
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