Gli agricoltori in piazza contro la finanziaria.
Dal prossimo 9 dicembre, davanti alla sede del
Senato, la Cia-Confederazione italiana agricoltori
ha organizzato una serie di sit-in di protesta
per sollecitare modifiche alla manovra economica
per il 2005 che ignora completamente i problemi
dell’agricoltura e non dà alcuna
prospettiva di sviluppo all’intero sistema
economico.
Per una settimana ci saranno, quindi, manifestazioni
durante la discussione della legge a Palazzo
Madama. Agricoltori di tutt’Italia si
alterneranno di fronte al Senato per ribadire
il fermo “no” ad una legge che non
fornisce risposte alle esigenze degli imprenditori
agricoli, che già sono costretti ad affrontare
una situazione di grave emergenza. La stessa
approvazione dell’emendamento fiscale,
da parte del Consiglio dei ministri, non fa
emergere, secondo la Cia, alcun elemento positivo.
Lo scenario è sempre quello di un provvedimento
di basso profilo che non dà certezze.
Anzi, rende più difficile l’iniziativa
delle imprese agricole.
Con i sit-in, la Cia intende sollecitare l’attenzione
del Parlamento, del Governo, delle forze politiche
affinché vengano apportati i correttivi
necessari per garantire agli agricoltori gli
strumenti necessari per operare con la dovuta
incisività e di non vedere scendere ulteriormente
i loro già corrosi redditi. Insomma,
si sollecitano interventi in grado di ridurre
i pesanti costi e di valorizzare la produzione
agricola.
Tra l’altro, la Cia chiede un’ulteriore
riduzione dell’Irap, una tariffazione
di ‘vantaggio’ ad iniziare dai costi
energetici, una riduzione degli oneri del costo
del lavoro a carico delle imprese, i cui livelli
in Italia ormai risultano di gran lunga superiori
a quelli di quasi tutti i paesi europei.
Per la Cia è anche indispensabile considerare
il problema delle passività onerose,
che deve essere posto con la massima urgenza
adottando un provvedimento legislativo finalizzato
a dare maggiore certezze al futuro delle imprese
agricole.
Nella settimana di sit-in, la Cia ha chiesto
incontri con il presidente del Senato, con i
ministri dell’Economia e delle Politiche
agricole, con i capigruppo e con le commissioni
competenti di Palazzo Madama.